la gatta in cucina.

   

 



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lunedì, 22 gennaio 2007
 

merenda da leoni.

l'unico momento della giornata in cui è accettabile andare a fare la spesa è appena dopo pranzo, lo sanno tutti. mai nella vita bisognerebbe rischiare di mettere piede all'esselunga in un orario compreso tra le undici e le due.

ebbene, io l'ho fatto. anzi, probabilmente lo faccio di continuo e così si spiega perchè mangio così tanto e così tante cazzate. ma comunque.

dopo aver infilato nel carrello tutte le cose sane richieste dalla mamma [pomodorini camone, zucchine, peperoni, mele pink lady ecc.] mi sono lasciata guidare dall'ispirazione. o meglio, dallo stomaco. torta valdostana calda, tortellini alla boscaiola, philadelphia esselunga, darkgocciole e... questi :

ero indecisa tra loro e i mars delight [prossimamente non mi farò mancare nemmeno quelli], ma alla fine la diffidenza verso il cioccolato incartato in monodose ha vinto.

in passato avevo già provato altro in questa forma, vedi anche :

ma ecludendo il formato simpatico al gusto non rimaneva nulla. i kit kat sono stati inventati in barre e tali devono rimanere. non ha senso ridurli a bocconcini già pronti e ordinati, sembra che manchi qualcosa di fondamentale.

discorso inverso per i lion pop choc. la barra di lion ha sempre avuto un sapore che apprezzo, ma il formato non mi ha mai conquistato più di tanto. piena di bugni e semi-informe. la versione pop choc invece ha il pregio di essere un lion ridotto a piccole sferettine che creano dipendenza.

e infatti quel pomeriggio, nel giro di un'oretta, l'intero sacchettino da 140 gr è finito sotto i miei denti e giù nell'apparato digestivo. pessima idea sostituire i popcorn con questi, come snack antistress. a meno che non si vogliano raggiungere presto le burrose e [poco] invitanti forme di platinette.

lion pop choc, nestlè.

giudizio della kia :  ****/5 [un pessimo acquisto durante un periodo di cosiddetta dieta]

cucinato da gattaincucina | 09:02 | commenti (1)


venerdì, 29 dicembre 2006
 

non c'è più caffè, gatto ciliegia.

in grecia la bevanda nazionale è il caffè freddo shakerato col latte. la grecia è altresì la patria della tzatziki (ah, l'idea per una prossima recensione!), dello yogurt densissimo da mangiare col miele e del partenone. adesso che abbiamo finito coi luoghi comuni posso confessare che questa recensione con la grecia non c'entra nulla, quindi se cercate informazioni sul turismo ellenico non venite qui, ma andate qui : http://www.ente-turismoellenico.com/

un'ultima parola sulla grecia : da loro esiste una deliziosa bevanda in lattina prodotta dalla nestlè, un misto di caffè, latte e cioccolata che qui da noi sembra non aver mai messo piede. come possono fare, dunque, coloro che bramano il caffè shakerato, ma non hanno voglia di alzarsi dal divano per andare al bar?

la soluzione arriva dalla RAUCH. personalmente adoro i succhi di frutta della rauch. quello alle arance rosse in particolare supera anche quello spremuto fresco esselunga. il che è tutto dire.

cafemio, comunque, l'ho trovato all'esselunga di corsico. niente di trascendentale, un mix di caffè e latte in una bottiglietta curvilinea di plastica. due chicchi di caffè a pubblicizzare e colori caldi per condire il tutto. si consiglia di agitare prima dell'uso. cafemio è disponibile (così pare) in quattro gusti diversi, ma io ho sempre trovato soltanto la versione macchiato. gli altri sono caramello, nocciola e cappuccino.

 

a temperatura ambiente (come si trova al supermercato, mimetizzato tra i succhi) è una brodaglia poco accattivante. bevuto freddo recupera fascino, ma, c'è da dire, non di molto. persiste un retrogusto fastidioso e vagamente nausante di latte ''finto''.

tornerò presto in missione all'esselunga per vedere cos'hanno da dire le rimanenti versioni. del tipo che un viaggio in grecia è sempre piacevole, nel caso.

cafemio macchiato, RAUCH.

giudizio della kia :  * (temperatura ambiente), *** (freddo). attendiamo le altre versioni.

cucinato da gattaincucina | 15:28 | commenti (1)


giovedì, 28 dicembre 2006
 

all I want for christmas...

io amo la tradizione. proprio tanto. quando le cose non si ripetono precise precise un po' mi dispiace. se poi siamo sotto natale la cura nella tradizione diventa quasi maniacale. l'albero così, andare alla fiera degli obej obej proprio il giorno di sant'ambrogio, la cena della vigilia a casa con ravioli e vitello tonnato fissi... per dire.

il pandoro melegatti al grand marnier fa parte della tradizione. lo compro a metà novembre, ma all'esselunga c'è già da fine ottobre e me lo scofano mentre dicembre è appena alle porte. la prima fetta è sempre un'emozione, perchè dà il via alla follia delle tradizioni per cui sono famosa un po' dappertutto. l'ultima fetta rimane fin dopo gennaio e di solito marcisce nell'attesa, perchè sono sempre un po' restia a farmene una ragione quando le feste finiscono.

il pandoro è assurdo, ma buono. il connubio arancia e cioccolata è, a mio parere, perfetto. una liaison irresistibile per una come me che in gelateria prende sempre cioccolato all'arancia. per una come me che quando ha scoperto i lindor all'arancia ha strillato tanto da farsi sentire nell'intero negozio. per una come me che si scofanava una confezione intera di fieste senza la minima esitazione. per una che di questo passo rischiava il diabete e si è data una regolata, ma natale è natale.

la crema all'interno è sufficiente, troppa stuccherebbe subito. il pandoro è di quelli classici, niente di eclatante. il cioccolato è una buona aggiunta [anche di calorie, direi] e si sposa benissimo col resto. va richiuso con cura altrimenti tende ad assumere le sembianze di uno stoccafisso alla crema.

pandoro al liquore grand marnier ricoperto di cioccolato, Melegatti

giudizio della kia :  *** e mezza/5 (il mezzo è il bonus tradizione, non potrei vivere senza tutte le mie cazzate ricorrenti)

cucinato da gattaincucina | 15:52 | commenti


mercoledì, 27 dicembre 2006
 

tachifludec

ho deciso di cominciare le mie recensioni con un prodotto che si ispira alle mie condizioni attuali. se avete presente quanto può essere irritante sentire testa, naso e gola diventare un blocco unico di malessere congestionato, ecco, ci siete. da qui la mia recensione per il mirabolante tachifludec.

va detto che la pubblicità con cui questo povero rimedio per l'influenza viene presentato è, come nella migliore tradizione, irritante a dir poco. una protagonista scialba e bionda condisce il tutto. con queste premesse non gli avrei dato due lire.

ieri mattina ho balbettato qualcosa al farmacista riguardo ai miei sintomi influenzali e lui, con l'aria di chi ne ha già sentiti altri dieci dire le stesse cose, mi ha allungato questo simpatico prodotto :

alla sola idea di dover ingurgitare un'intera tazza di schifosa medicina, per di più calda, devo aver avuto una faccia contrita. il farmacista ha sorriso mefistofelico consigliandomi di berla a stomaco pieno e ogni sei ore.

arrivata a casuccia e memore d'aver fatto colazione con un cannolo siciliano, ho riempito una tazza d'acqua e l'ho messa a scaldare nel microonde. ho aperto la bustina con meno fiducia di quella che ripongo in me stessa e ho dato un'annusatina diffidente. non male, ho pensato. il miele che millantano sulla scatola in qualche modo si sente.

una volta versata la polverina [magica?] nella tazza ho avuto modo di constatare che il tachifludec sa effettivamente di limone e miele [leggendo negli ingredienti si scopre infatti che è, ovviamente, solo aroma di limone e miele. però c'è del caramello vero. mah] e non è neanche tanto male. avete presente quel saporino di arancia sintetica dell'aulin? ecco, niente a che vedere. non dico che ci si leccano i baffi, ma quasi.

parlando di un farmaco, mi rendo conto, ci si dovrebbe concentrare di più sull'efficacia che non sul sapore ma, di questi tempi, credo sia importante anche l'impatto con le papille. non so quanto il tachifludec abbia fatto per la mia influenza, sto ancora testando. a occhio e croce, dopo un giorno di utilizzo, direi poco. chissà se la bionda scialba della pubblicità aveva preso qualcos'altro di nascosto?

tachifludec - farmaco senza ricetta, contro l'influenza.

giudizio della kia : efficacia **/5 - godibilità ***/5 (la prima medicina buona dopo lo sciroppo per la tosse color fucsia?)

cucinato da gattaincucina | 07:47 | commenti (1)


sabato, 11 marzo 2006
 

sweet sweet saturday

sabato scorso a quest'ora guardavo fibrillando dai finestrini di un autobus. fibrillando perchè? ho l'abitudine di pianificare tutto e così, per sabato 4 marzo, avevo deciso di intraprendere una spedizione alla california bakery di milano. la vidi un giorno passando col tram, ormai più di un anno fa. essendo perennemente a dieta non sembrava un'idea tanto geniale, ma avevo rimandato per troppo tempo e così, in quel sabato mezzo nuvoloso e calmo, salpai alla volta di largo augusto.

ho l'abitudine di provare tutto, quando vado per la prima volta in un posto. i miei genitori prendono solo un paio di cosine alla volta, io mi assicuro di comprare il più possibile in una volta, il che porta all'essere totalmente estasiati o completamente fregati. la california bakery non ha fatto eccezione, sono uscita dal minuscolo [e deliziosamente adorabile] negozio di largo augusto con due borse di plastica trasparente e 36€ in meno nel portafoglio.

a casa, dopo aver rifornito di pappa anche il cane, mi sono seduta a tavola con la beatitudine negli occhi di chi ha a disposizione una cucina tutta per sè. il momento della degustazione era giunto e con lui anche le pagelle mentali che già mi preparavo a stilare.

prima di tutto i bagels. soffici panini-ciambella farciti e poi impacchettati in involucri trasparenti. ero partita con l'idea di prenderne solo uno, ma la commessa era così gentile e io avevo così fame... [s'era fatto ormai mezzogiorno]. il primo è stato un bagel tuna salad : salsa di maionese e tonno con insalata verde, capperi, sedano a pezzetti e un'oliva nera. io non amo ilpesce, ma l'ho letteralmente divorato in meno di due minuti. l'altro era quello chicken salad che, nonostante io adori il pollo, non mi ha entusiasmato granchè. salsa rosa, brandy, tabasco insieme lasciavano un retrogusto fin troppo dolce, salvato soltanto dalla morbidezza del bagel a contrasto con le noci croccanti.

l'altra parte salata del mio pasto era composta da una fetta di radicchio quiche [nella foto è quella più in alto]. in realtà ne avrei voluta una di potato quiche [nella foto quella gialla con ripieno di verdura], ma al sabato arrivano meno prodotti [lo dico come consiglio, nel caso vogliate fare un salto] e di torta salata solo quella col radicchio arrivò. la ragazza mi ha assicurato che comunque tutto è cucinato con materie prime italiane e che dall'america non arriva nulla. dunque, la quiche in questione era buona, specialmente se scaldata fino ad essere tiepida. non amo particolarmente i carciofi, quindi ho apprezzato la parte composta dal radicchio rosso e le patate. nel complesso, comunque, buona.

ma che sweet sweet saturday sarebbe stato senza dolci? ogni cosa a suo tempo, eccoli. ne ho presi talmente tanti che ho pranzato e cenato a base di zucchero e cioccolato fino a lunedì.

inizialmente ho preso una fetta di chocolate pie.

 

a voler essere onesti, l'aspetto è migliore del gusto. pasta sfoglia ripiena di un consistente strato di crema al cioccolato fondente e yogurt. buona ma nulla di più, anche per me che amo il cioccolato. ma il troppo stroppia e non sto certo scoprendo l'acqua calda [via ai luoghi comuni]. una gioia per gli occhi, nonostante tutto.

mi è stato detto che dovevo assaggiare uno dei dolci più tipici in america, ossia la cheese cake. alla california bakery viene preparata principalmente in due versione, normale o al cioccolato. tenendo conto di tutto il cioccolato che ancora avevo intenzione di ordinare, ho voluto fare la purista ed ho preso una fetta di normale new york cheese cake.

a mio parere una torta splendidamente fresca e leggera, con un sottile aroma di limone e vaniglia. non so come siano le cheese cake di new york in realtà, intendo verificare presto.

in vetrina facevano bella mostra di sè tutti gli altri dolci. ovviamente non avevo finito, così mi sono data ulteriormente alla pazza gioia e ho ordinato due brownies.

i brownies sono simili a fettine di torta al cioccolato e possono essere spugnosi oppure umidi e cioccolatosi. alla california bakery se ne trovano quattro tipi al cioccolato : semplici, ai pinoli, con cream cheese [l'ingrediente principale della cheese cake] e, quando sono andata, anche alle noci. ne ho provato uno semplice, più secco ai bordi, e uno con cream cheese, denso e deliziosamente umido. il retrogusto è favoloso, appena finito uno ho dovuto per forza di cose azzannarne un altro.

sulla scia euforizzante del cioccolato mi sono detta che non potevo andar via di là senza aver provato un muffin. così, tanto, per non sbagliarmi ne ho presi due anche di questi.

avrei voluto prenderli in due versioni, gocce di cioccolato e banana-cioccolato, ma i secondi non c'erano. il commesso mi ha proposto mirtilli, però non è riuscito a convincermi. buoni, pastosi, non eccessivamente dolci. ho pranzato lunedì con quello rimasto. continuo a preferire quelli dell'hotel de la ville di milano, comunque. sono da coma zuccheroso e cioccolatoso.

che altro? nei libri di sophie kinsella ho letto sempre qualcosa su dei fantomatici scones da mangiare con la crema, così me ne sono fatta incartare uno [con cosa?] alla gocce di cioccolato. è un panino ruvido e profumato di burro, sulla lingua si sente la consistenza friabile del pane, granelli di zucchero e cioccolato fuso nel forno. buono, sì, probabilmente con una crema adeguata sarebbe stato ancora meglio.

ancora una cosa mi mancava per farmi una cultura esauriente sui dolci americani [a parte i cookies che proverò in settimana, non potevo proprio prendere tutto] : i pancakes. quelli della california bakery sono soffici e non eccessivamente dolci, si accompagnano perfettamente alla crema di cioccolato fondente e possono essere anche mangiati sul posto. io ho preferito scaldarli a casa e la commessa mi ha riempito mezzo bicchiere di densa e deliziosa crema scurissima di cioccolato.

a questo punto pensavo di aver concluso i miei acquisti, ma mentre aspettavo che la dolcissima commessa confezionasse quella mole spropositata di cibo, un signore ha ordinato mezza chocolate cake [che è diversa dalla chocolate pie] per sua moglie e sua figlia. tentata dai lamponi di decorazione e dalla crema scura di cioccolato ho ceduto e ne ho presa una fetta. una fortuna dato che penso sia stata la miglior torta al cioccolato di tutta la mia vita : morbida, umida, pastosa, ricoperta da crema al cioccolato fondente, farcita con marmellata di lamponi e guarnita con morbidi lamponi freschi. non stupisce che questa settimana io torni a prenderne una fettona assieme ad un bagel tuna salad [è il mio compleanno venerdì, se non mi sfogo il giorno del mio compleanno?]

in definitiva il mio giudizio è sicuramente positivo. il locale è minuscolo, ma intimo e accogliente anche per pranzare o fare merenda sugli sgabelli d'allumino. i prezzi sono contenuti, la presentazione delle torte è splendida, così come quella dei cibi salati. il servizio è rapido e gentilissimo e invoglia a tornare. dopo tutti quegli acquisti la commessa mi ha regalato una fetta di apple cinnamon walnut cake con cui hanno fatto colazione i miei genitori, domenica mattina. ottima, morbidissima, farcita di mele e noci, con un aroma delicato di cannella. sicuramente un posticino di cui far tesoro. vedrò a breve se durante la settimana la scelta è maggiore.

California Bakery boutique - L.go Augusto [via verzieri ang. via merlo 1, di fronte al cinema President] Milano

giudizio finale della kia : ***

[tutte le immagini sono state prese dal sito http://www.californiabakery.it che ne detiene i diritti di copyright]

cucinato da gattaincucina | 09:56 | commenti


lunedì, 20 febbraio 2006
 

gatte a pranzo [pasta coi piselli / peperoni della kia]

dopo quasi un mese di inattività mi trovo a scrivere del tipico pasto che consumo quando mi trovo a casa da sola, senza nessuno a razionare olio, aglio e quant'altro. le seguenti ricette riguardano un primo e un contorno mediamente salutisti. ottimi per uomini che non sanno da che parte accendere un fornello e per chi solo a vedere le foto del pandoro malefico è ingrassato due chili.

ingredienti per la pasta coi piselli

250 gr di pisellini primavera findus [non è pubblicità occulta, è che servono proprio quelli]

80 gr di pasta da brodo [per esempio i ditali rigati]

1 cucchiaio d'olio

2 spicchi d'aglio

1 dado vegetale o un misurino di brodo in polvere

sale q.b.

ingredienti per i peperoni della kia

2 peperoni [uno giallo e uno rosso / uno rosso e uno verde / uno giallo e uno verde]

2 cipolle non troppo grandi [quelle piccole e bianche]

2 cucchiai d'olio

sale q.b.

procedimento [e i quattro salti in padella saranno un ricordo lontano]

dato che i peperoni ci mettono un'eternità a diventare morbidi, è meglio iniziare con loro. lavate i due peperoni delle nuance che avete scelto e asciugateli. prendete un tagliere e un coltello, fate i peperoni in pezzetti abbastanza piccoli ma senza stare ad impazzire [anche se è utile sapere che più piccoli saranno i pezzi, meno tempo starete a badare alla padella].

la stessa sorte deve toccare alle cipolle, ma qui potete anche lasciar perdere il goniometro ed avventurarvi con pezzi di dimensioni medie. sempre che vi piacciano le cipolle tagliate più grosse. scaldate l'olio in padella per qualche secondo e versateci le cipolle.

quando saranno di un bel colorino biondo versate i peperoni nella padella. salate quanto basta. vi conviene continuare a girare e mescolare affinchè tutti i peperoni siano ben cotti. se sentite un vago odore di bruciacchiatura o vedete che i peperoni si attaccano aggiungete un goccio d'acqua. che sia un goccio sul serio.

se ogni pezzetto di peperone e/o cipolla vi sembra morbido a sufficienza spegnete il fuoco. et voilà [#1]

è il turno del primo piatto.

tagliate a fettine sottili gli spicchi d'aglio. fate scaldare l'olio in una piccola pentola antiaderente e unite l'aglio. prima che diventi marroncino versate anche i piselli nella pentola con un pizzico [pizzichino] di sale.

mescolate finchè i piselli non assumono un bel colore verde brillante e non sono morbidi. a questo punto aggiungete tanta acqua da coprirli appena. aggiungete il dado o il brodo in polvere e date una mescolata.

quando l'acqua dei piselli bolle aggiungete la pasta. durante la cottura l'acqua tenderà ad asciugarsi. se volete che il tutto sia simile ad una minestra aggiungete acqua mano a mano che si asciuga, senza esagerare. se invece è un piatto di pasta che volete mangiare lasciate che si asciughi, continuate a mescolare energicamente perchè non si attacchi e, nel caso, aggiungete un goccio d'acqua.

al termine della cottura della pasta versatela in un piatto fondo. spolverate con un po' di formaggio grattuggiato e aggiungete cubetti di galbanino o un altro formaggio a pasta morbida. prendete la padella coi peperoni e sistemateli su un piatto piano. sono buonissimi con del pane rustico, ma anche quello ai cereali va bene. et voilà [#2].

cucinato da gattaincucina | 12:55 | commenti (1)


venerdì, 27 gennaio 2006
 

il pandoro malefico

stamani appena sveglia ho guardato fuori dalla finestra : neve a perdita d'occhio. non era il caso di farsi prendere dall'atmosfera natalizia, ovviamente. non si vedono nè lucine nè palline colorate. mi è venuto in mente però il mio pandoro malefico, ottimo per dare fondo agli ultimi pandori stopposi rimasti nella dispensa. malefico perchè contiene quanto di più buono e calorico madre natura ha donato sadicamente al mondo.

ingredienti

1 pandoro da un kg, o giù di lì.

150 gr di mascarpone

250 ml di panna da montare

80 gr di zucchero a velo

200 gr di cioccolato bianco

2 tuorli d'uovo

due cucchiai di liquore a scelta [consiglio il sanmarzano, dà un sapore migliore]

un pacchetto di m&m's con la nocciolina

maraschino q.b.

procedimento [here we go]

prima di tutto : il pandoro. se non avete una buona mano [come me del resto] fatevi aiutare da qualcuno. tirate fuori il pandoro e mettetelo sdraiato. tagliatelo per il lato corto a fette spesse almeno due centimetri, possibilmente diritte o verrà un pandoro pendente [come il mio]. togliete la fetta del fondo, solitamente indigesto e amarognolo. e per adesso col pandoro avete finito. mettete una terrina di vetro nel frigo, servirà più tardi.

prendete un'altra terrina di media grandezza. versate dentro i tuorli e lo zucchero a velo. ora, con lo sbattitore elettrico, amalgamate il tutto fino a che non diventerà di un bel giallino pallido. a questo punto aggiungete i due cucchiai di liquore e il mascarpone. amalgamate ancora.

dovreste essere in questa piacevole situazione. come potete vedere [credo] nella crema ci sono due impronte di dita. una è mia, l'altra di un essere famelico che avrebbe infilato dentro la mano fino al polso. assaggiate, sembra la crema per il tiramisù.

prendete la terrina dal frigo. versate dentro 150 ml di panna liquida e montatela con lo sbattitore elettrico [e pulitelo prima!]. quando sarà ben gonfia e spumosa versatela nell'altra terrina e incorporatela al resto [se dopo gli assaggi ne è rimasto ancora...]

la crema per riempire è pronta. prendete un piatto da pizza e poggiateci la fetta più larga del pandoro. preparate in una tazza un miscuglio di maraschino e acqua per bagnare le fette. usate un pennellino o le dita ma fate in modo che il tutto sia ben bagnato da entrambe le parti.

aiutatevi con un cucchiaio e spalmate per bene la crema su tutta la fetta inzuppata. ora bagnate un'altra fetta allo stesso modo e appoggiatela sfalsata su quella precedente [sfalsata : in modo che le punte della prima non coincidano con quelle della seconda]. il procedimento è uguale per tutte le fette, ma dovete trovarvi con la punta senza crema sopra.

a bagno maria fate sciogliere il cioccolato bianco e diluitelo con la panna liquida. quando sarà liscio liscio versatelo sul pandoro in modo da ricoprirlo per bene. non preoccupatevi se si accumula tutto sul piatto, servirà da base.

mettete in frigo stando attenti a non far cadere il tutto. poco prima di servirlo [altrimenti lasciano giù il colore] disponete gli m&m's a come palline di natale su ogni punta del pandoro.

et voilà.

cucinato da gattaincucina | 11:29 | commenti (1)


giovedì, 26 gennaio 2006
 

can't cook, won't cook?

ho spulciato per giorni decine e decine di blog a tema cibo. oltre alla fame assurda [oltretutto sono a dieta] mi è venuta anche l'ispirazione per un bloggolo di ricette. le mie.

ci tengo subito a precisare che non sono una cuoca professionista, ma soltanto una studentessa quasi ventenne con una passione abbastanza spiccata per il cibo e la cucina. non solo : nella mia breve esistenza ho trovato solo fidanzati incapaci, abili soltanto nel fare un caffè... ho dovuto imparare a cucinare. per sopravvivere, insomma.

cucinato da gattaincucina | 11:05 | commenti